Nazionalismo italiano

Oggi è il 17 marzo 2011.  Anniversario del 150anni dell’Italia.

E mi trovo nauseato da quello che vedo, nei vari forum, nei vari socialnetwork, nella rete.

Anni fa, il patriottismo era di destra. Solo di destra. Quelli di sinistra erano Internazionalisti, avevano una bandiera rossa non una bandiera tricolore. Lo stesso Pajetta ne “il lungo cammino dell’internazionalismo” confessa che dopo la guerra ci volle molto tempo per la sinstra italiana, per il PCI, prima di riprendersi il tricolore. E parliamo anche persone come i patriottici reggiani, da cui sono venuti fuori i fratelli Cervi (se vi leggete un libro di “papá Cervi”, vi rendente conto di quanto sia socialista e patriottico il tipo).

Il tricolore era di destra. Due anni fa a Piazza Navona era avvolto nelle spranghe dei fascisti di Forza Nuova e Casa Pound. Circa 10 anni fa era appeso a tutti i balconi delle persone di destra che si opponevano alle bandiere della pace (appese da chi non voleva l’intervento degli italiani in Afganistan e Iraq).

Ora, è di sinistra. Su facebook, oggi non troverete nessun fascista che metterá il tricolore. Non troverete nessun patriota, nessun nazionalista che non sia schierato con il pd o piu’ a sinistra. Non troverete nessun berlusconiano che metta il tricolore. Vietato, bandito.

E dire che il “made in italy” non è una idea dei comunisti. E dire che la Patria è sempre stata una parola di una precisa area politica.

Ma ora, dobbiamo sorbirci immigrati pugliesi leghisti, commercianti di destra che tacciono, fascisti che fingono quasi che il tricolore non sia mai stato il simbolo della patria (assiema a dio e alla famiglia). Dove sono i Buffon che tengono in mano il tricolore con le scritte fasciste? Dove sono quelli che sventolano il tricolore alle manifestazioni di Berlusconi? Dove sono i nazionalisti di destra oggi?

Io personalmente, non mi sento Italiano. Le mie radici culturali, il mio interesse è per l’Italia, io sono cresciuto in Italia anche se ora vivo altrove. Ma non sono mai stato nazionalista. Vivendo al confine con la Svizzera mi è sempre sembrato stupido pensare di essere meglio di uno che è nato al di la del confine, solo per puro caso. 5 kilometri piu’ a nord e avrei dovuto mangiare cioccolato e raclette tutta la mia vita ed esserne orgoglioso? La nazionalitá capita. La cultura, che si mischia e puó essere scelta, no.

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